Uno scudetto vinto negli ultimi nove mini campionati disputati Un bilancio misero in assoluto, miserrimo se ti chiami Boca junior e sei, insieme al Milan, la squadra con piu titoli internazionali (18). Se poi si analizzano i piazzamenti della squadra Xeneize dopo l'ultimo titolo festeggiato con Carlos Ischia in panchina nel dicembre 2008, l'affare si fa ancor piu preoccupante: 14°, 11°, 16° e 11° posto negli ultimi quattro campionati. Numeri da squadra mediopiccola, che possono star bene con tutto il rispetto a un Arsenal della situazione, di certo non alla squadra che si picca di essere rappresentata dalla “mitad mas uno”, cioè la maggioranza assoluta del tifo argentino. L'ultima grande delusione di chiama Claudio Borghi: era arrivato a giugno sulla panchina del Boca fresco di strepitoso e sorprendente scudetto vinto con l'Argentinos Junior. Tanti acquisti, un nuovo modulo (il 3-4-2-1) rivoluzionario per una squadra abituata ai tanti trionfi della difesa a 4 e un pieno di fiducia sperperato nel corso di un torneo da dimenticare, che Borghi peraltro non ha potuto completare: fatale il superclassico perso con il River dopo 14 turni. Dopo il traghettatore Pompei, la scelta per la nuova stagione è caduta su Julio Cesar Falcioni, tecnico di provata esperienza entrato nella storia per aver trascinato il Banfield al primo scudetto. Con Falcini il Boca è tornato al vecchio e caro 4-4-2. Sono rimasti gli storici Battaglia, Riquelme (già in attrito col tecnico per un'esclusione sgradita) e Palermo che, se la salute li assiste, saranno ancora le colle della squadra. A loro Falcioni affida rispettivamente l'interdizione a centrocampo, la creazione e la finalizzazione. Dal 2000 al 2004 Martin Palermo ha giocato in Europa ma nessuno se ne è accorto. In Argentina invece è Dio del gol: 230 solo con il Boca, delle cui folle è un idolo assoluto). Ma l'età (37 anni Palermo, 32 Riquelme e 30 Battaglia) e soprattutto i tanti acciacchi hanno spinto la società a un mercato importante. Il tecnico ha chiesto e ottenuto di portare dal Banfield il suo pupillo Erviti (centrocampista di qualità che può fare le veci di Riquelme), sono poi arrivati un altro centrocampista dai piedi buoni (Diego Rivero detto il “Burrito” per somiglianza con Ortega) e un classico frangiflutti a protezione della difesa (Somoza). Tanta roba, in genere in un mercato piu da esportazione come quello argentino.sabato 12 marzo 2011
BOCA JUNIORS: La salute dei magnifici tre
Uno scudetto vinto negli ultimi nove mini campionati disputati Un bilancio misero in assoluto, miserrimo se ti chiami Boca junior e sei, insieme al Milan, la squadra con piu titoli internazionali (18). Se poi si analizzano i piazzamenti della squadra Xeneize dopo l'ultimo titolo festeggiato con Carlos Ischia in panchina nel dicembre 2008, l'affare si fa ancor piu preoccupante: 14°, 11°, 16° e 11° posto negli ultimi quattro campionati. Numeri da squadra mediopiccola, che possono star bene con tutto il rispetto a un Arsenal della situazione, di certo non alla squadra che si picca di essere rappresentata dalla “mitad mas uno”, cioè la maggioranza assoluta del tifo argentino. L'ultima grande delusione di chiama Claudio Borghi: era arrivato a giugno sulla panchina del Boca fresco di strepitoso e sorprendente scudetto vinto con l'Argentinos Junior. Tanti acquisti, un nuovo modulo (il 3-4-2-1) rivoluzionario per una squadra abituata ai tanti trionfi della difesa a 4 e un pieno di fiducia sperperato nel corso di un torneo da dimenticare, che Borghi peraltro non ha potuto completare: fatale il superclassico perso con il River dopo 14 turni. Dopo il traghettatore Pompei, la scelta per la nuova stagione è caduta su Julio Cesar Falcioni, tecnico di provata esperienza entrato nella storia per aver trascinato il Banfield al primo scudetto. Con Falcini il Boca è tornato al vecchio e caro 4-4-2. Sono rimasti gli storici Battaglia, Riquelme (già in attrito col tecnico per un'esclusione sgradita) e Palermo che, se la salute li assiste, saranno ancora le colle della squadra. A loro Falcioni affida rispettivamente l'interdizione a centrocampo, la creazione e la finalizzazione. Dal 2000 al 2004 Martin Palermo ha giocato in Europa ma nessuno se ne è accorto. In Argentina invece è Dio del gol: 230 solo con il Boca, delle cui folle è un idolo assoluto). Ma l'età (37 anni Palermo, 32 Riquelme e 30 Battaglia) e soprattutto i tanti acciacchi hanno spinto la società a un mercato importante. Il tecnico ha chiesto e ottenuto di portare dal Banfield il suo pupillo Erviti (centrocampista di qualità che può fare le veci di Riquelme), sono poi arrivati un altro centrocampista dai piedi buoni (Diego Rivero detto il “Burrito” per somiglianza con Ortega) e un classico frangiflutti a protezione della difesa (Somoza). Tanta roba, in genere in un mercato piu da esportazione come quello argentino.
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