mercoledì 16 marzo 2011
HURACAN: Punta molto sul vivaio
Un referendum indetto una decina di anni fa dal quotidiano sportivo Olè aveva portato l'Hurucan a conquistare l'investitura di "sesto grande" del calcio argentino dopo Boca, River, San Lorenzo, Independiente e Racing. Un grande club con una grande storia anche se con un piccolo palmeres: solo un titolo nell'era professionale, quello del 1973 con alla guida un Cesar Luis Menotti nemmeno quarantenne e in campo grandi stelle come Rene Houseman, Carlos Babington e Miguel Angel brindisi. Proprio questi ultimi avrebbero dovuto reggere le sorti dell'Hurucan versione Clausura 2011, il primo come presidente, il secondo da allenatore. Ma l'altalenante avvio di campionato e qualche insanabile divergenza hanno portato subito a un clamoroso divorzio e all'arrivo sulla panchina biancorossa di Roberto "Tito" Pompei, "secondo" al Boca Juniors e alla sua prima scommessa "da grande". La missione rimane quella di trasmettere la "Mistica" societaria, quello spirito di gruppo che è anche esemplificato dal cospicuo numero di giovani cresciuti nel vivavio che costituiscono i due terzi della rosa: 19 su 31 calciatori della prima squadrea sono infatti usciti dalle giovanili della squadra "quemera" (da quema, spazzatura, perchè un tempo lì, nel quartiere di Parque Patricios, c'era la discarica piu grande di Buenos Aires), dove sono stati forgiati tra gli altri il palermitano Pastore e il catanese Andujar. Tanti giovani ma anche una spruzzata di esperienza garantita da un elemento per repato: l'ex napoletano Quiroga in difesa, l'ex sampdoriano Angel Matute Morales (a cui venne affidata la pesante eredità di Roberto Mancini) a centrocampo e Roly Zarate, fratellone d'arte del laziale Mauro, in avanti. Sui tre ricadono ovviamente le maggiori responsabilità e tutti devono far dimenticare un campionato, l'ultimo Apertura, non esaltante a livello indivisuale e collettivo. Il mercato ha portato rinforzi soprattutto per il reparto avanzato: Javier Campora, capocannoniere dell'Apertura 2005 con 13 reti nel Tiro Federal, che negli ultimi anni ha segnato molto in Grecia con l'Aris e in Cile con il Colo Coo, e Claudio Guerra, cresciuto nell'Hurucan e di ritorno da una buona mezza stagione in Equador con l'Universidad Catolica di Quito.
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