C'era una data che fa da spartiacque per le fortune recenti dell'Estudiantes, tornarata da qualche anno la potenza calcistica sudamericana della fine della decade del 70 E' il giugno 2006, quando Juan Sebastian Veron decide di tornare in Argentina per chiudere la carriera dove l'aveva iniziata a inizio degli Anni 90. La “Brujita” è piu di un semolice giocatore-campione, è piu di un leader in campo. E' l'essenza del club, suggerisce acquiesti e indica il nome degli allenatori. Non si sbaglia al primo colpo: chiama Diego Simeone e arriva subito il titolo Apertura, 23 anni dopo l'ultimo scudetto. Da lì in avanti è un crescendo: conquisa la Libertadores 2009 e a dicembre accarezza il sogno mondiale, frustato dolo da una magia di petto di Messi. Il contraccolpo poteva essere devastante, invece i biancorossi di La Plata tornano immediatamente competitivi: 2° posto nel Clausura 2010, con titolo bruciato all'ultima giornata dall'Argentinos Juniors, e successo di misura (due punti di vantaggio sul Velez) nell'Apertura. Sempre sotto la guida di Alejandro Sabella, il tecnico che sopo la non esaltante parentesi della gestione Sensini si era seduto dal marzo 2009 sulla panchina del “Pincha”. L'Estudiantes 2011 gioca su due tavoli: la sua storia gli impone di ben figurare nella Libertadores, ma la rosa è ampia e di qualità e permette di poter lotttare anche per bissare il titolo nazionale. Quella di Sabella che aveva trionfato nell'Apertura 2010 era stata una perfetta macchina di guerra: 14 vittorie su 19 partite, una difesa blindatissima con 8 reti incassate e, davanti, una vera e proprio cooperativa del gol, con 32 centri firmati dal 15 giocatori, 8 gol dalla difesa, 10 dai centrocampisti e 13 dalle punte. Un “calcio totale” di olandese memoria, sviluppato da un 4-4-2 spregiudicato che dopo il traumatico abbandono di Sabella per dissapori con la dirigenza il nuovo allenatore Eduardo berizzo ha confermato: con Veron luce in mezzo al campo e davanti la coppia gol Fernandez (punta agile di grande tecnica) e Hernan Rodrigo Lopez (una fugace apparazione nel Torino alla fine degli Anni90).

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